Alle 11 e 42 di oggi le campane della Basilica di San Francesco di Assisi si sono propagate tra i tetti delle case, tra le folle di turisti, nei cuori di migliaia di persone che ricordano il drammatico terremoto che 10 anni fa colpì Marche ed Umbria seminando morte e distruzione.
Il suono del campanile come “segno di speranza” - ha detto padre Vincenzo Coli custode del sacro convento. Eco in tante altre chiese che si sono unite all’iniziativa di Assisi in sintonia con il raccoglimento di Colfiorito, sulla montagna folignate, luogo scelto oggi dalle istituzioni per ricordare quel tragico giorno. Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, giunto nel piccolo paese umbro, ha posto l’attenzione su quei valori di responsabilità e solidarietà che hanno consentito la ricostruzione. In prima linea, in questi anni, tante parrocchie e organizzazioni di volontariato insieme alla protezione civile, alle istituzioni. Mons. Vittorio Nozza, Direttore di Caritas Italiana.
Dopo tre mesi di programmazione, caratterizzati da un ottimo consenso di pubblico e di critica, presso la panoramica terrazza prospiciente il ristorante Borgo Antico di Grottammare si conclude la rassegna “ArtePiùVino” a cura di Mimma Pecorari: infatti, domenica 16 settembre è stata inaugurata la personale di Marghetita Biruschi, camerte di nascita ma fermana d’adozione. Questa mostra è abbinata all’assaggio dei vini della cantina San Giovanni.
Diplomatasi nel 1980 all’Istituto Statale d’Arte di Fermo e nel 1984 presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, lo stile artistico della Biruschi è un po’ particolare ed intrigante, soprattutto nei soggetti che rappresenta: cumuli di oggetti in anarchia, gli stessi che vediamo ammassati magari attorno alle case di campagna, oppure oggetti degradati dall’incuria umana, come discariche abusive a cielo aperto. Un’operazione, la sua (definita anche “pittura sociale”), quindi volta a denunciare, descrivere e sottolineare i “mucchi” di rifiuti, gli sprechi e gli insulti alla natura; il tutto per indignarsi e denunciare la perduta creatività dell’uomo. Perché tutto potrebbe, invece, essere armonicamente composto e ricomposto, reinserito in un ciclo vitale o pietosamente decomposto. Insomma, come scrive Loredana Tomassini, “la pittura di Margherita Biruschi è l’allegoria di una natura umana che si consegna al caos e alla disgregazione: nature morte per eccellenza, ma con una speranza di resurrezione”.
Oltre che pittrice, Margherita Biruschi esegue anche lavori di restauro presso Comuni e Chiese, collaborando con la Soprintendenza dei Beni Culturali e Storici delle Marche. Inoltre è impegnata nello studio e nella ricerca di altre espressioni artistiche quali fotografia, allestimenti e teatro.
In conclusione ricordiamo tutte le mostre di questo ciclo di “ArtePiùVino”: Francesco Colella (10 giugno); Patrizia Pasquini (24 giugno); Cecilia Dionisi (8 luglio); Bruno Benatti (22 luglio); Andrea Besana (5 agosto); Nespes (19 agosto); Patrizia Di Ruscio (2 settembre); Margherita Biruschi (16 settembre).
I restauri degli edifici monastici di età romanica nelle Marche costituiscono un lungo e importante lavoro del quale si farà il punto martedì 18 settembre nel convegno coordinato dall’architetto Alessandra Pacheco.
Un’occasione per conoscere le novità emerse dai cantieri di restauro di alcuni dei monumenti più belli e importanti del territorio: l’Abbazia di San Vittore delle Chiuse; il Battistero medievale di Ascoli Piceno; l’Abbazia di Sant’Elena a Serra San Quirico; l’Abbazia di Rambona a Pollenza; chiese medievali del maceratese; il rosone dell’Abbazia di santa Maria in Castagnola a Chiaravalle, il portale del Duomo di Fermo e della chiesa di Sant’Angelo ”in piano” di Carassai; oltre agli elementi decorativi nelle pievi marchigiane.